Storia
Il Gruppo Storico Sbandieratori “Il Cassero” opera dal 1982, anno della sua costituzione, all’interno del Rione Cassero di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Quello del Cassero, contraddistinto dai colori biancoazzurri, è uno dei Rioni in cui è suddiviso il territorio della città e che nella terza domenica di giugno si affrontano in una corsa di cavalli a pelo, in tondo, per aggiudicarsi il Palio in onore della Madonna delle Grazie del Rivaio; le altre contrade sono quelle di Porta Fiorentina (arancioverde) e Porta Romana (giallorosso). Da sempre il Palio è preceduto da una sfilata di contradaioli che nel corso degli anni si è ispirata a momenti diversi della storia di Castiglioni: dal 1982, appunto, si è affermato il filone rievocativo, legato inizialmente solo all’epoca medievale per poi sfociare anche in quella rinascimentale.
Da subito, il Gruppo “IL CASSERO” ha inteso comunque ispirarsi al primo medioevo toscano ed i costumi di tutti i suoi figuranti, dalle dame a quelli degli sbandieratori, si rifanno a ricerche storiografiche ed iconografiche condotte proprio nel territorio aretino, quello – non dimentichiamocelo – legato alla copiosa ed eccelsa produzione di Piero della Francesca.
La costituzione del Gruppo si deve principalmente all’iniziativa di alcune persone facenti parte del consiglio rionale dell’epoca: Franco e Mariella Traquandi, Leo e Piera Gallorini, Franco e Annagloria Devoti, il compianto Remo Rossi, presidente allora in carica. Non fu facile per questi “pionieri” ottenere l’avallo del resto dei consiglieri, ma la passione da subito mostrata fu l’elemento che fece pendere dalla loro parte l’ago della bilancia. Le prime aste delle bandiere furono alcune stecche da biliardo messe a disposizione da un bar…le prime prove dei tamburini e degli sbandieratori si svolgevano in gran segreto in un luogo lontano da occhi indiscreti…fino al fatidico giorno del debutto, il 20 giugno 1982: fu una rivoluzione all’interno della macchina del Palio dei Rioni, riavviata solo nel 1977 dopo una lunga pausa. I popoli degli altri rioni si organizzarono con fischi e disapprovazioni d’ogni genere: andò a finire che l’anno seguente tutti si adeguarono all’impronta che il Cassero aveva voluto dare al Palio dei Rioni castiglionesi ed ogni contrada poteve vantare la sua sfilata storica con i le sue dame, i suoi musici, i suoi sbandieratori. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti della Chiana, le aste delle bandiere sono adesso in carbonio ed i vessilli biancoazzurri, in questi 30 anni, sono volati sui cieli di tutta Italia e in numerosi Stati Europei.